Un terzo delle operazioni per rimuovere le protesi o per rimediare ai terribili "sguardi spalancati"
Le cifre parlano chiaro: un terzo degli interventi di chirurgia estetica sono fatti per riparare a errori e complicanze derivanti da interventi precedenti. Al primo posto tra quelli "a rischio" la mastoplastica additiva, ovvero inserimento di protesi al seno per aumentarlo o rimodellarlo, ma anche lifting, blefaroplastica e rinoplastica hanno sviluppato un'ampia casistica.
Numeri che potrebbero lievitare ancora dopo lo scandalo delle protesi "PIP" che il servizio sanitario nazionale sarà obbligato a sostituire.
Venerdì 22 giugno 2012 a Napoli, al X Corso Internazionale di Chirurgia Plastica presso l'Hotel Mediterraneo, per la prima volta si parlerà di come prevenire e risolvere le complicanze in chirurgia plastica. Il corso, ormai un appuntamento fisso del settore, è organizzato dalla ASL 1 di Napoli, Unità di Chirurgia Plastica del Vecchio Pellegrini, direttore Alfredo Borriello.
Dr. Borriello: "Le nostre parole d'ordine devono essere sicurezza e qualità. È importante che per la prima volta si focalizzi un appuntamento internazionale sugli insuccessi della chirurgia plastica."
"È importante conoscere e capire le differenze tra i prodotti utilizzati, fare domande sul profilo della sicurezza, informarsi sull'azienda che fornisce per esempio le protesi, condividere con il medico le proprie esigenze e chiedere ogni tipo di informazione sui risultati che solo il medico può dare sulla base della sua esperienza."
"Non è ipotizzabile sostituire il parere del proprio chirurgo di fiducia con una ricerca su internet o con notizie reperite chattando in rete."
La mastoplastica additiva al seno è l'intervento che raccoglie il maggior numero di segnalazioni per presunti interventi secondari:
Di contro all'entusiasmo del 75% dei pazienti operati, un 16% è più tiepido mentre il 9% è sicuramente pentito e si ritrova con palpebre rovesciate, seni squilibrati, liposuzioni imperfette.
"Esistono i cosiddetti 'pentiti delle protesi'" - dichiara il Dr. Borriello - "nel corso di un intervento secondario al seno è possibile sostituirle o, quando c'è l'indicazione, usare al loro posto del grasso corporeo prelevato dallo stesso paziente."
"Siamo molto soddisfatti della nuova normativa che non consente interventi estetici sulle minorenni" - aggiunge il Dr. Borriello - "molte studentesse chiedono ai genitori di rifarsi il seno, o altre parti del corpo per uniformarsi ad un ideale estetico fittizio, magari come regalo per la promozione scolastica. E soprattutto non hanno neppure idea lontanamente dei rischi che corrono quando si affidano a mani sbagliate che magari promettono interventi low cost."
All'appuntamento napoletano parteciperanno importanti chirurghi plastici europei:
L'importanza del corso viene sottolineata anche da casi di cronaca. Come riportato da Il Mattino nel luglio 2012, un chirurgo estetico è stato rinviato a giudizio per lesioni colpose gravi dopo aver perforato la pleura di una giovane paziente durante un intervento al seno, provocando un emopneumotorace e danni irreversibili al polmone.
Un intervento su tre di chirurgia estetica deve essere rifatto in seguito ad errore medico. "Sta di fatto che un conto è sbagliare il disegno delle labbra, un'altro è perforare un polmone invalidando una persona" - commenta l'articolo, citando il congresso organizzato dal Dr. Borriello come esempio di impegno per la prevenzione degli errori.
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