Ustioni e mutilazioni: come intervenire in attesa dei soccorsi
L'anno scorso se ne contarono settantatré nella sola città di Napoli. Un numero "esiguo" rispetto a quelli tragici che registravamo negli anni '80 e '90. Ma che, in ogni caso, aveva nuovamente confermato Napoli al primo posto della black list delle città italiane per feriti da botti di Capodanno.
Evidentemente le campagne di stampa contro i fuochi pirotecnici proibiti, i sequestri ad opera delle forze dell'ordine e le "crociate" portate avanti da un gruppo di medici di prima linea nei pronto soccorso cittadini hanno sortito, negli anni, una maggiore sensibilità verso l'argomento.
Anche quest'anno, dunque, i dottori sono ritornati nelle classi a fare lezioni di legalità, a mostrare cosa può accadere a mani e occhi se si fanno esplodere fuochi fuorilegge. A cominciare dal primario di chirurgia della mano del Vecchio Pellegrini, Umberto Passaretti, al direttore della camera iperbarica del Cardarelli, l'anestesista Mariano Marmo.
Ma ritorniamo ai feriti. I bambini sono quelli che, più degli adulti, pagano le conseguenze dell'uso di botti fuorilegge. L'emergenza maggiore si registra il giorno dopo la notte dei fuochi. Vale a dire la mattina del 1° gennaio quando i bambini danno fuoco ai petardi inesplosi.
Altro aspetto della battaglia di San Silvestro: gli animali. Lo scorso anno è stato di oltre 200 - tra cani e gatti - il bilancio degli animali morti a causa dei botti, secondo l'Aidaa (Associazione Italiana in Difesa degli Animali e Ambiente). L'anno precedente fu, invece, una vera e propria strage che aveva toccato quota mille animali. La maggior parte delle segnalazioni di cani trovati morti arrivano solitamente dal Sud Italia, in particolare da Campania, Puglia e Sicilia.
I consigli del chirurgo plastico Borriello: mai sottovalutare le lesioni prodotte dallo scoppio
"Anche se sono piccole e superficiali le ustioni da botti di fine anno non vanno sottovalutate": Alfredo Borriello, direttore dell'unità operativa di Chirurgia Plastica del Pellegrini, punto di riferimento per le emergenze causate da ustioni per il Centro-Sud Italia, stila un vademecum su cosa fare e cosa assolutamente evitare.
"L'ustione, ossia la lesione prodotta dall'azione del calore, può essere più o meno grave, in base soprattutto all'estensione e alla durata del contatto dell'agente ustionante con la cute" - dice il chirurgo.
Le scottature più lievi, di primo grado, comportano arrossamento (o eritema) e procurano bruciore e male. Guariscono in una settimana senza lasciare cicatrici.
Le ustioni di secondo grado, invece, causano bolle, dolore e bruciore intensi. Quelle più superficiali si sanano in 10-15 giorni senza lasciare esiti cicatriziali; quelle più profonde guariscono in un lasso di tempo maggiore e possono lasciare cicatrici.
"Nei casi seri, vale a dire di terzo grado, con necrosi dei tessuti cutanei, bisogna immediatamente andare al pronto soccorso o chiamare il 118, senza far bere il paziente. In attesa dei soccorsi l'ideale è farlo sdraiare e coprirlo, per evitare il calo della temperatura corporea."
"Innanzitutto il primo soccorso è il raffreddamento della parte interessata, che si realizza in modo molto semplice: bisogna immergere la parte ustionata nell'acqua fredda nel più breve tempo possibile, per una quindicina di minuti."
Le cose da non fare assolutamente in caso di ustioni, come precisa il Dr. Borriello:
Il Dr. Borriello è stato inoltre intervistato alla radio il 1° gennaio 2013 alle ore 13:00 per fornire consigli in diretta ai cittadini sulle ustioni da botti.
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