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17 dicembre 2024

Rinoplastica: una scelta da fare in sicurezza

Con 30 anni di esperienza in chirurgia ricostruttiva ed estetica, il professore Alfredo Borriello fa un focus sul delicato intervento che cambia la percezione di bellezza

La rinoplastica è un intervento delicato che cambia non solo il volto, ma la percezione di bellezza che le persone hanno di sé stessi. A dirlo è il professore Alfredo Borriello, direttore dell'unità operativa di chirurgia plastica dell'Ospedale del Mare di Napoli, specialista in chirurgia plastica e uno dei massimi esperti a livello nazionale di questo intervento. La sua formazione si è svolta prevalentemente all'estero, tra Stati Uniti e Brasile, in particolare nella prestigiosa scuola di chirurgia plastica di Rio de Janeiro sotto la guida del professor Ivo Pitanguy, a Città del Messico con il professor Ortiz Monasterio e a New York presso il Manhattan Eye, Ear and Throat Hospital.

Il perché di una scelta

Al di là dei casi in cui la rinoplastica è necessaria per la propria salute — problemi di respirazione, traumi e simili — il naso è tra i punti più difficili su cui agire. «Vuol dire modificare non solo l'aspetto del naso, ma anche lo sguardo e in generale la dinamica del volto», spiega il professore Borriello. «Saper condurre bene l'operazione chirurgica significa portare un importante cambiamento nel paziente». Si tratta di una scelta dal grande impatto psicologico: spesso c'è un disagio importante, soprattutto nei pazienti giovani, ma anche in età adulta — per questi ultimi è un desiderio che si avvera e che si portano dietro da molto tempo.

Le motivazioni possono essere di vario tipo: stare bene con sé stessi, correggere un naso modificato nel corso degli anni, oppure una semplice percezione distorta amplificata dai social. Nel tempo è cambiato anche l'approccio: «Prima ci si operava per un problema funzionale, a cui si aggiungeva la modifica al naso, mentre ora il rimodellamento del naso è l'obiettivo principale, come se si trattasse di una forma psicologica di rinascita. Molte persone si emozionano alla prima medicazione davanti a un nuovo modo di guardarsi».

La tendenza odierna fa prevalere risultati finali che rispettano la fisiognomica, agendo su quelli che il paziente identifica come difetti. «In poche parole — spiega il professore Borriello — si personalizza l'intervento affinché ognuno ci si possa riconoscere». Non esistono nasi perfetti: oggi si eliminano i difetti senza stravolgere il volto, con un approccio più fisiologico e naturale rispetto al passato.

Tra estetica e tecnologia

Il ruolo dell'esperto è innanzitutto interpretare le richieste del paziente e trasformarle in un risultato adatto al suo viso. «Le persone magari vedono un naso sui social e lo chiedono uguale, ma il mio compito è ricondurre le loro esigenze a una situazione realistica e verosimile rispetto a ogni singolo volto». A supportare questa valutazione c'è la tecnologia di morphing, che restituisce le esatte caratteristiche antropometriche della faccia: il paziente può valutare l'intervento osservando una simulazione verosimile, limitando aspettative irrealistiche.

Nel tempo sono migliorate anche le tecniche chirurgiche. «Ora il paziente torna a casa subito o quasi, sia con l'anestesia locale sia con quella generale. Non si prevede dolore post-operatorio e i tamponi, se si mettono, si tolgono in modo indolore». Le tecniche attuali sono meno invasive e più strutturali: grazie alla tecnica "open" la cartilagine viene modellata e corretta — non asportata — con frequente utilizzo di innesti cartilaginei di supporto. «Funzione e morfologia devono essere presi in considerazione insieme», precisa il professore.

Sul fronte delle innovazioni, stanno prendendo piede le tecniche di preservation, ulteriormente conservative per la fisionomia della persona, e l'utilizzo di ultrasuoni piezoelettrici per rimodellare l'osso. È importante saper distinguere tra rinoplastica e rinofiller: «Un filler non può sostituire una rinoplastica e spesso viene praticato in modo improprio, con il rischio di peggiorare la situazione. Il rinofiller non va banalizzato, anche se ovviamente va impiegato quando c'è un'indicazione medica».

Chirurgia ricostruttiva

Il professore Borriello si occupa nel suo lavoro ospedaliero anche della chirurgia ricostruttiva del naso. «Si tratta, ad esempio, della cosiddetta chirurgia secondaria o terziaria, eseguita per la seconda o terza volta su pazienti precedentemente operati con gravi deformità morfologiche e funzionali, che richiede l'utilizzo di innesti cartilaginei prelevati dal padiglione auricolare e dalla costa».

Questa tipologia di ricostruzione riguarda anche gli esiti dei tumori maligni cutanei, che interessano più frequentemente la punta e il dorso del naso. «Il naso è molto colpito dai tumori della pelle, così come il padiglione auricolare, e anche in questo caso il nostro compito è ricostruire». L'asportazione radicale della cute colpita porta alla necessità di utilizzare cute del volto attraverso lembi locali e cartilagine da altri distretti per ridare la giusta forma.

Non esistono nasi perfetti: si personalizza l'intervento affinché ognuno ci si possa riconoscere.

Congressi ed eventi

Il professore Borriello organizza da oltre quindici anni congressi di respiro internazionale. È in preparazione il nuovo Corso internazionale di chirurgia plastica italo-brasiliano (IBAM), in cui si incontreranno chirurghi plastici italiani e brasiliani per affrontare temi come naso, volto e seno. A questo si aggiunge il ruolo svolto in qualità di relatore e moderatore in molti congressi nazionali e internazionali, principalmente sul tema della rinoplastica.

Testate

  • la Repubblica — Napoli, "Speciale Aziende / Eccellenze della Campania", 17 dicembre 2024

Questo contenuto ha finalità esclusivamente informative e divulgative. Non sostituisce in alcun modo il parere medico professionale, la diagnosi o il trattamento. Per qualsiasi dubbio o necessità di carattere medico, è fondamentale rivolgersi al proprio medico curante o a uno specialista qualificato.

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