Prof. Alfredo Borriello
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Microchirurgia

Cos'è la Microchirurgia?

La microchirurgia è una tecnica chirurgica altamente specializzata che utilizza microscopi operatori con ingrandimenti fino a 40x e strumenti miniaturizzati per eseguire interventi su strutture anatomiche di dimensioni submillimetriche: vasi sanguigni, nervi, vasi linfatici e dotti. Rappresenta una delle competenze più avanzate della chirurgia plastica ricostruttiva, permettendo reimpianti di segmenti amputati, trasferimenti di tessuti da una parte all'altra del corpo (lembi liberi) e ricostruzioni complesse altrimenti impossibili.

Come funziona la Microchirurgia?

Attraverso microscopi operatori ad alta precisione e strumenti dedicati (pinze, forbici, porta-aghi microchirurgici e fili di sutura più sottili di un capello, calibro 9/0-11/0), il chirurgo plastico riconnette vasi sanguigni e nervi con diametri anche inferiori al millimetro. Le anastomosi vascolari (connessioni arteriose e venose) garantiscono l'apporto di sangue al tessuto trasferito, mentre le suture nervose permettono il recupero della sensibilità e della funzione motoria. La precisione richiesta è estrema: ogni punto di sutura viene eseguito sotto visione microscopica con movimenti controllati al micron.

Per chi è indicato?

• Reimpianto di arti o dita amputati traumaticamente, quando le condizioni del segmento e il tempo di ischemia lo consentono • Lembi liberi per ricostruzioni complesse: trasferimento di tessuti (pelle, muscolo, osso, grasso) da zone donatrici del corpo per ricostruire difetti estesi dopo traumi, tumori o malformazioni • Ricostruzione mammaria con lembo DIEP, la tecnica più avanzata che utilizza tessuto addominale con vascolarizzazione microchirurgica • Linfedema cronico degli arti, attraverso anastomosi linfatico-venose o trasferimento di linfonodi vascolarizzati • Paralisi facciale, mediante trasferimento di muscoli vascolarizzati e innervati per ripristinare il movimento del viso

Per chi è sconsigliato?

• Vasculopatie severe (aterosclerosi avanzata, vasculiti) che compromettono la qualità dei vasi sanguigni disponibili per le anastomosi microchirurgiche • Fumo attivo, che compromette significativamente la microcircolazione e aumenta il rischio di trombosi delle anastomosi. La sospensione del fumo almeno 4-6 settimane prima dell'intervento è indispensabile • Coagulopatie non controllate o terapie anticoagulanti non gestibili nel perioperatorio • Condizioni generali che non consentono interventi chirurgici prolungati sotto anestesia generale • Diabete mal controllato, che altera la guarigione e la microcircolazione

Quanto dura l'intervento?

La durata dell'intervento microchirurgico varia notevolmente in base alla complessità: un reimpianto di dito richiede 3-6 ore, un lembo libero per ricostruzione di arto inferiore 4-8 ore, mentre una ricostruzione mammaria con DIEP richiede 5-8 ore. Per i reimpianti complessi (mano, avambraccio) la durata può raggiungere le 10-12 ore. La degenza ospedaliera è di 5-10 giorni con monitoraggio intensivo della vascolarizzazione del tessuto trasferito o reimpiantato nelle prime 48-72 ore. Il recupero completo richiede settimane o mesi con riabilitazione dedicata.

È necessaria l'anestesia?

Sì, la microchirurgia viene sempre eseguita in anestesia generale, data la durata e la complessità degli interventi. L'équipe anestesiologica svolge un ruolo fondamentale nel mantenere condizioni emodinamiche ottimali per la perfusione dei tessuti: pressione arteriosa stabile, buona volemia e temperatura corporea adeguata sono essenziali per il successo delle anastomosi microvascolari. Nel postoperatorio viene impostata una terapia anticoagulante e vasodilatatrice per proteggere le anastomosi.

Quando si vedono i risultati?

I risultati della microchirurgia si sviluppano su tempi diversi. La vitalità del tessuto trasferito o reimpiantato è verificabile nelle prime ore e giorni (colore, temperatura, sanguinamento capillare). I risultati funzionali, in particolare il recupero della sensibilità e della motricità, richiedono mesi e talvolta anni per raggiungere il loro massimo, poiché la rigenerazione nervosa procede alla velocità di circa 1 mm al giorno. La riabilitazione fisioterapica è fondamentale per ottimizzare il recupero funzionale.

Cosa si può reimpiantare?

La microchirurgia permette il reimpianto di dita (singole o multiple), mani, avambracci, orecchie, cuoio capelluto e altri segmenti amputati traumaticamente. Il successo del reimpianto dipende da diversi fattori critici: il tempo di ischemia (il segmento deve essere conservato correttamente in ghiaccio e raggiungere la sala operatoria il più rapidamente possibile), il meccanismo di amputazione (le amputazioni nette hanno una prognosi migliore rispetto a quelle da schiacciamento o avulsione), e le condizioni generali del paziente. È fondamentale che il segmento amputato venga avvolto in garza umida, inserito in un sacchetto e posto in ghiaccio senza contatto diretto.

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