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Ricostruttiva

Ricostruzione Arti Inferiori

In cosa consiste la Ricostruzione degli Arti Inferiori?

La ricostruzione degli arti inferiori comprende un insieme di tecniche chirurgiche avanzate volte a riparare perdite di sostanza, fratture esposte e difetti dei tessuti molli di gambe e piedi, con l'obiettivo primario di ripristinare forma e funzionalità dell'arto e, quando possibile, evitare l'amputazione. La gamba, in particolare il terzo distale, rappresenta una delle sfide più complesse della chirurgia ricostruttiva per la scarsità di tessuti locali disponibili e la vascolarizzazione terminale, rendendo spesso necessario il ricorso a tecniche microchirurgiche avanzate.

Quali tecniche vengono utilizzate?

Le tecniche vengono scelte in base alla sede, all'estensione e alla profondità del difetto, secondo il principio della "scala ricostruttiva": • Innesti cutanei (a spessore parziale o totale): per difetti superficiali con letto vascolarizzato, copertura rapida ed efficace • Lembi locali e regionali (surale, perforanti): rotazione o avanzamento di tessuti adiacenti al difetto, ideali per il terzo medio e prossimale della gamba • Lembi liberi microchirurgici (muscolare, fasciocutaneo, osteocutaneo): trasferimento di tessuti da zone donatrici distanti con anastomosi vascolari, indispensabili per i difetti del terzo distale della gamba e del piede • Ricostruzione ossea con innesti vascolarizzati (perone libero) o non vascolarizzati per difetti ossei segmentari • Espansione tissutale: per ottenere tessuto cutaneo aggiuntivo in casi selezionati di ricostruzione differita

Per chi è indicata?

• Traumi ad alta energia con perdita di tessuto molle e/o osseo, come incidenti stradali, infortuni sul lavoro e cadute dall'alto • Fratture esposte della gamba (classificazione Gustilo IIIB e IIIC) con esposizione di osso, tendini o strutture vascolari • Esiti di ustioni degli arti inferiori con cicatrici retraenti che limitano il movimento articolare • Ulcere croniche della gamba (venose, arteriose, da decubito) che non guariscono con le terapie conservative • Difetti post-asportazione di tumori dei tessuti molli o ossei dell'arto inferiore • Osteomieliti croniche con sequestri ossei e fistole, dove il lembo muscolare vascolarizzato migliora l'apporto ematico locale

Per chi è sconsigliata?

• Arteriopatia periferica severa non rivascolarizzabile, dove l'assenza di flusso arterioso adeguato compromette la guarigione e la sopravvivenza dei tessuti trasferiti • Infezioni sistemiche non controllate (sepsi), che devono essere stabilizzate prima di qualsiasi intervento ricostruttivo • Condizioni generali severamente compromesse che non consentono anestesia prolungata o interventi chirurgici maggiori • Neoplasie non adeguatamente trattate a livello locale, dove la priorità resta la radicalità oncologica

Quanto dura l'intervento?

La durata dell'intervento varia considerevolmente in base alla complessità della ricostruzione: un innesto cutaneo richiede 1-2 ore, un lembo locale o regionale 2-3 ore, mentre un lembo libero microchirurgico con ricostruzione ossea può richiedere 6-10 ore. Per i casi più complessi con componenti ossee e dei tessuti molli, possono essere necessari interventi in più tempi chirurgici. Il recupero postoperatorio richiede diverse settimane di degenza con immobilizzazione dell'arto, seguito da un programma riabilitativo personalizzato che può durare mesi.

È necessaria l'anestesia?

Sì, il tipo di anestesia viene scelto in base alla durata e alla complessità dell'intervento. Per procedure più brevi e localizzate (innesti cutanei, piccoli lembi locali) può essere sufficiente l'anestesia spinale o loco-regionale. Per interventi di lunga durata come i lembi liberi microchirurgici è necessaria l'anestesia generale, con un'équipe anestesiologica dedicata che mantiene condizioni emodinamiche ottimali per la perfusione dei tessuti trasferiti.

Quando si vedono i risultati?

I risultati si sviluppano su diversi orizzonti temporali. La vitalità dei tessuti trasferiti viene confermata nelle prime 48-72 ore dall'intervento attraverso il monitoraggio del colore, della temperatura e del sanguinamento capillare. I risultati funzionali (capacità di deambulazione, mobilità articolare, sensibilità) si valutano nell'arco di settimane e mesi con il progredire della riabilitazione. Il risultato estetico definitivo si apprezza dopo 6-12 mesi, quando i tessuti si sono completamente assestati, il gonfiore è risolto e le cicatrici sono maturate.

È necessario il ricovero?

Sì, è necessario un ricovero ospedaliero la cui durata dipende dalla complessità dell'intervento: da 3-5 giorni per gli innesti cutanei a 7-14 giorni per i lembi liberi microchirurgici. Durante la degenza viene monitorata la vascolarizzazione del tessuto trasferito, gestita la terapia antalgica e anticoagulante, e iniziata la mobilizzazione precoce compatibilmente con il tipo di ricostruzione. Seguono un follow-up ambulatoriale ravvicinato e un programma riabilitativo fisioterapico personalizzato, fondamentale per il recupero funzionale ottimale dell'arto.

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