Prof. Alfredo Borriello
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16 maggio 2026

Ricostruzione mammaria post-oncologica: tecniche, percorsi e risposte alle domande più frequenti

La ricostruzione mammaria è un diritto sancito per legge. Una guida completa alle tecniche, ai tempi e al percorso di accesso in convenzione SSN con il Prof. Alfredo Borriello.

La ricostruzione mammaria non è solo chirurgia estetica, è un atto medico riconosciuto per legge come diritto fondamentale per ogni donna che ha affrontato una mastectomia o un intervento conservativo al seno per tumore. Negli ultimi 35 anni, ho visto il profondo impatto psicologico che la mastectomia comporta, e di conseguenza ho approfondito tutte le opzioni ricostruttive oggi disponibili. Questa guida risponde alle domande più frequenti: cos'è la ricostruzione mammaria, quando si può fare, quali tecniche esistono, come accedervi in convenzione con il Servizio Sanitario Nazionale.

Cos'è la ricostruzione mammaria post-oncologica?

La ricostruzione mammaria post-oncologica è l'intervento chirurgico che ripristina la forma e il volume del seno dopo una mastectomia totale (asportazione completa della ghiandola) o una quadrantectomia (rimozione parziale) eseguita per il trattamento di un tumore maligno. Non si tratta di un intervento estetico, è parte integrante del percorso oncologico, riconosciuto a livello internazionale come elemento cruciale del recupero psicofisico della paziente.

In Italia, la ricostruzione mammaria post-oncologica è coperta dal Servizio Sanitario Nazionale secondo il DPCM 12 gennaio 2017 (Nuovi Livelli Essenziali di Assistenza), che riconosce il diritto di ogni donna mastectomizzata a accedere alla ricostruzione in regime di convenzione. Questo è un principio di equità fondamentale: il SSN copre il costo della ricostruzione differita con impegnativa del medico curante, senza vincoli di reddito. L'intervento può avvenire in contemporanea alla mastectomia (ricostruzione immediata) o in un momento successivo (ricostruzione differita), in base alle condizioni cliniche della paziente.

Le candidate alla ricostruzione non sono solo pazienti con tumore maligno. Seguiamo anche donne con mastectomia profilattica (per alto rischio genetico BRCA), pazienti con esiti cicatriziali importanti dopo quadrantectomia e radioterapia, e chi ha complicanze successive a ricostruzioni pregresse. Nota sulla mastectomia profilattica: la copertura SSN per la mastectomia profilattica BRCA non è garantita a livello nazionale la disponibilità dipende dal budget e dalla politica della regione e della struttura. Consigliamo sempre di verificare con il vostro centro oncologico o medico curante.

Ricostruzione in uno o due tempi: qual è la differenza?

Ricostruzione in un tempo significa eseguire l'intervento ricostruttivo contestualmente alla mastectomia, nello stesso ricovero operatorio, con la stessa anestesia. La paziente si sveglia con il seno già ricostruito (o con il primo stadio della ricostruzione). La ricostruzione in un tempo prevede l'utilizzo immediato di una protesi diretta o, in alternativa, della ricostruzione con tessuti autologhi della stessa paziente. Vantaggi: un solo ricovero, un solo periodo di degenza e convalescenza, minore impatto psicologico (non si affronta il vuoto psicologico di una mastectomia senza ricostruzione). Prerequisiti: lo stato generale dei tessuti deve essere favorevole a una ricostruzione immediata.

Ricostruzione in due tempi si compone di due fasi. Nel primo tempo, durante la mastectomia, può essere posizionato un espansore tissutale (una protesi gonfiabile che crea uno spazio per la futura protesi definitiva) o semplicemente si attende. Nel secondo tempo, si esegue l'intervento ricostruttivo vero e proprio. Indicazioni: radioterapia postoperatoria prevista, condizioni di salute che sconsigliano un intervento molto lungo, necessità di valutazione oncologica più accurata prima di pianificare la ricostruzione.

La scelta tra uno o due tempi dipende da diversi fattori: la stadiazione del tumore, la necessità di radioterapia, le condizioni locali della mammella, lo stato generale di salute e le competenze chirurgiche disponibili (un intervento in un tempo richiede una équipe onco-plastica integrata). All'Ospedale del Mare, abbiamo una collaborazione consolidata tra senologi e chirurghi plastici che permette di offrire entrambe le opzioni in sicurezza.

Ricostruzione con tessuti autologhi

La ricostruzione con tessuti propri della paziente (lembi autologhi) rappresenta una categoria ampia di tecniche che non utilizza protesi artificiali. Esistono vari tipi di lembi autologhi: il lembo DIEP (che descrivo di seguito), il lembo da gran dorsale (LD), il lembo TRAM, il lipofilling, e altre varianti. La scelta del tipo di lembo dipende dalla disponibilità tissutale della paziente, dalle condizioni oncologiche e dalle preferenze personali. Qui mi concentro sul DIEP (Deep Inferior Epigastric Perforator), una delle tecniche più avanzate e frecuentemente utilizzate.

Come funziona: si preleva un lembo costituito da cute e tessuto sottocutaneo dalla zona addominale (tra l'ombelico e il pube), senza toccare la parete muscolare, e lo si trasferisce al seno mediante microchirurgia vascolare. Il lembo DIEP è basato su un ramo perforante dell'arteria epigastrica inferiore e sulla vena corrispondente e viene trasferito nella regione toracica, rimodellandolo per ricostruire la mammella attraverso un delicato intervento di microchirurgia vascolare che consente di connettere i vasi sanguigni (arterie e vene addominali) con quelli della regione toracica (arteria mammaria interna). Questo tipo di intervento può essere effettuato solamente in centri altamente specializzati, che presentano esperienza con questo genere di tecnica.

Vantaggi del DIEP rispetto ad altre tecniche: il risultato è immediato senza ausilio di protesi con una buona naturalezza del seno. La parete addominale non subisce danni invalidanti, dal momento che non viene sacrificato alcun muscolo.

Durata dell'intervento: piuttosto lunga (dalle 4 alle 6 ore, con la maggior parte del tempo dedicato alla microchirurgia vascolare).

Degenza: dai 5 ai 7 giorni.

Recupero completo: dalle 8 alle 12 settimane.

Quando è indicato il DIEP: pazienti che non richiedono l'utilizzo di protesi per la ricostruzione, donne con radioterapia postoperatoria (il tessuto vivo risponde meglio della protesi), revisioni di ricostruzioni precedenti, chi desidera un risultato stabile nel tempo senza manutenzione.

Prerequisito importante: disponibilità tissutale sufficiente all'addome (l'intervento è sconsigliato a donne fumatrici o pazienti con comorbidità importanti).

Ricostruzione con protesi (impianti)

La ricostruzione con protesi artificiali in silicone rappresenta un'altra categoria di tecniche. Esistono due approcci principali: protesi diretta (inserimento della protesi definitiva in un'unica fase) e protesi con espansore tissutale (inserimento in due fasi). Qui descrivo la tecnica con espansore, che rimane la più diffusa in alcuni contesti. La ricostruzione con protesi e espansore tissutale viene definita anche "ricostruzione con protesi in due tempi": viene posizionato in prima istanza un espansore tissutale, una protesi temporanea che viene gradualmente riempita di una soluzione fisiologica per espandere la cute e creare uno spazio adeguato alla futura protesi definitiva. L'espansore viene posizionato durante la mastectomia e successivamente gonfiato con iniezioni mediamente in 3 sedute, circa ogni 15 giorni, fino a raggiungere il volume desiderato. Una volta completata l'espansione, si procede con un secondo intervento per rimuovere l'espansore e posizionare la protesi definitiva per ripristinare la forma del seno.

Durata della procedura di espansione: circa 45 giorni (mediamente 3 sedute ambulatoriali, circa ogni 15 giorni, per gonfiare l'espansore).

Inserimento della protesi definitiva: dopo circa 6 mesi dal termine dell'espansione.

Vantaggi della protesi: intervento più breve (circa 2-3 ore), ricovero più breve (dai 2 ai 3 giorni), e interventi meno complessi rispetto alla microchirurgia.

Svantaggi: un duplice intervento e l'utilizzo di una protesi (che nel tempo può necessitare di sostituzione, in media ogni 10-15 anni). La zona interessata può essere soggetta a contratture capsulari (indurimento della capsula che circonda la protesi).

Recupero e follow-up: dalle 4 alle 6 settimane di convalescenza, divieto di sollevamento pesi, rimozione dei drenaggi in 7-10 giorni.

Controlli clinici e radiologici sono eseguiti regolarmente per monitorare lo stato della protesi (ecografia, risonanza magnetica). La protesi è compatibile con la mammografia (sono disponibili proiezioni specifiche per pazienti protesizzate). Questa procedura è indicata quando le condizioni oncologiche tessutali e eventuali terapie successive non consentono l'utilizzo di una protesi diretta.

Il percorso della ricostruzione: come accedere in convenzione SSN

Dirigo l'Unità Operativa Complessa di Chirurgia Plastica Ricostruttiva dell'Ospedale del Mare (ASL Napoli 1 Centro) dal 2020. In precedenza, dal 2007 fino al 2020, ho diretto l'Unità Operativa Complessa di Chirurgia Plastica Ricostruttiva anche all'Ospedale dei Pellegrini. Il reparto è specializzato in ricostruzione mammaria, ricostruzione post-traumatica e ricostruzione post-oncologica. Collaboriamo strettamente con l'unità operativa di Oncologia e l'unità operativa di Radioterapia dell'Ospedale del Mare per coordinare la ricostruzione immediata e la gestione integrata della paziente oncologica.

Accesso in convenzione SSN: richiesta l'impegnativa del medico di medicina generale per "prima visita di chirurgia plastica ricostruttiva". Con questa impegnativa si prenota presso il CUP (Centro Unico di Prenotazione) della propria ASL. La visita ha un ticket moderato (circa 23 euro), gratuita per chi è esente per reddito, patologia cronica o età.

Accedi alla copertura SSN per la ricostruzione mammaria e scopri le opzioni chirurgiche:

Domande frequenti sulla ricostruzione mammaria

La ricostruzione mammaria è coperta dal SSN?

Sì, ma con precisazioni importanti. Il DPCM 12 gennaio 2017 (Nuovi Livelli Essenziali di Assistenza) riconosce la ricostruzione mammaria dopo mastectomia o quadrantectomia per tumore come Livello Essenziale di Assistenza (LEA). Ricostruzione differita (rimandando settimane o mesi dopo la mastectomia): coperta al 100% dal SSN, senza vincoli di reddito né di età. Ricostruzione immediata (contestuale alla mastectomia): offerta da alcuni centri specializzati, ma con limitazioni di finanziamento regionale la disponibilità varia da regione a regione. Mastectomia profilattica (BRCA): NON è nei LEA nazionali; solo alcune regioni la offrono. Per accedere al percorso SSN è sufficiente un'impegnativa del medico curante — consigliamo di verificare direttamente con la vostra struttura la disponibilità di ricostruzione immediata.

Quando si può fare la ricostruzione dopo la mastectomia?

La ricostruzione può avvenire immediatamente (nello stesso intervento della mastectomia) se le condizioni cliniche lo permettono e se c'è una équipe onco-plastica disponibile. Alternativamente, può essere differita a settimane, mesi o anni dopo la mastectomia. Molte pazienti scelgono la ricostruzione differita per affrontare il percorso oncologico (chemio, radioterapia) prima di decidere della ricostruzione. Non c'è una scadenza, il diritto rimane sempre attivo.

Qual è la differenza tra protesi e lembo DIEP?

Protesi: utilizza un dispositivo in silicone. È una soluzione rapida, meno invasiva, ma ha una durata finita (10-15 anni) e necessita di monitoraggio regolare. Lembo DIEP: utilizza tessuto proprio della paziente (addome). È una soluzione duratura, naturale, che non invecchia come una protesi, ma richiede un intervento più complesso e un recupero più lungo. La scelta dipende da età, preferenze, condizioni di salute, disponibilità tissutale e presenza di radioterapia programmata.

Quanti interventi servono per una ricostruzione completa?

Di solito 1 o 2 interventi principali. Se si fa una ricostruzione in un tempo, è spesso sufficiente un intervento. Se si usa l'espansore, servono 2 interventi: uno per posizionare l'espansore, uno per sostituirlo con la protesi definitiva. Spesso seguono interventi di ritocco per simmetrizzazione (adeguare il seno ricostruito al seno controlaterale) e ricostruzione del complesso areola-capezzolo (tatuaggio 3D o piccolo innesto).

La ricostruzione è un diritto, non un lusso

La ricostruzione mammaria post-oncologica è parte integrante della cura della donna con tumore al seno. Non è un intervento estetico opzionale, è una prestazione medica riconosciuta per legge, con impatto clinico e psicologico documentato sulla qualità della vita. Che tu scelga il percorso pubblico in convenzione SSN o una consultazione privata, la mia priorità è garantirti la massima informazione e la migliore soluzione per il tuo caso.

Se hai dubbi sulla ricostruzione, sulle tecniche disponibili o su come accedere al percorso SSN, contattami per una consulenza all'Ospedale del Mare o al mio indirizzo mail (info@alfredoborriello.it). Ogni paziente merita di conoscere tutte le opzioni disponibili.

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Questo contenuto ha finalità esclusivamente informative e divulgative. Non sostituisce in alcun modo il parere medico professionale, la diagnosi o il trattamento. Per qualsiasi dubbio o necessità di carattere medico, è fondamentale rivolgersi al proprio medico curante o a uno specialista qualificato.

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